Descrizione Manifestazione

By on 25 aprile 2015
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Descrizione Manifestazione – “Parrandeando” – folleggiando o facendo baldoria (lingua Spagnola) – “Pariare”- folleggiare divertire o godersi la vita (dialetto campano-cilentano)
La manifestazione rappresenta una iniziativa di promozione culturale ed economica del territorio di Camerota e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, finalizzata alla valorizzazione delle tipicità territoriali nell’ottica di uno sviluppo turistico in termini di incoming e di destagionalizzazione della domanda. A tal fine la manifestazione esalta l’identità del territorio camerotano e cilentano, che rivela di possedere, oltre i caratteri propri della “cilentanità”, anche una originale “anima latina” che ne accresce la tipicità ed unicità dell’offerta turistica, potendo così incrociare importanti nicchie di domanda nazionale ed estera. L’anima latina posseduta da Camerota e dal territorio cilentano può costituire un ulteriore fattore di attrattività dei flussi turistici provenienti dai cluster tradizionali ed anche da quelli di recente sviluppo (paesi BRIC).
Questa anima latina è stata acquisita dalle comunità territoriali cilentane nel periodo della grande emigrazione in Sud America (Venezuela, Brasile, Argentina, Uruguay, etc.), è entrata a far parte del bagaglio di tradizioni e costumi caratteristici del Cilento ed in particolare di Camerota, il cui linguaggio recita usualmente in italiano e spagnolo, la cui toponomastica affianco a nomi di pescatori e marinai reca quello di Simon Bolivar, la cui gastronomia oltre la marecucciata e gli sciambielli offre come piatti tipici le empanadas e le arepas, la cui musica accorda le melodie etniche con i ritmi caraibici della salsa e del merengue. Insomma una vera e propria anima latina affianca lo spirito cilentano in un totale connubbio che costituisce una sola identità. Il legame tra il territorio cilentano e quello venezuelano è stato recentemente rinsaldato in un incontro istituzionale tenutosi presso la sede dell’ambasciata del Venezuela a Roma, tra l’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il Comune di Camerota, la Provincia di Salerno e l’ambasciatore venezuelano, nel corso del quale si è stabilito l’istituzione di un gemellaggio internazionale mediante la firma di un protocollo di Intesa tra il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed il Parco Nazionale di Morrocoy, sito in Venezuela ed istituito sin dal 1974 con un area protetta di circa 32.000 ettari molto simile al territorio del PNCVD perché comprende la fascia costiera e l’entroterra.
La manifestazione esalta quindi l’identità cilentana e latina del territorio promuovendone gli aspetti culturali, ambientali, turistici, al fine di costituire una offerta turistica veramente tipica che non ha eguali nell’intero panorama nazionale, potendo quindi favorire un incoming turistico nazionale ma anche internazionale. E’ indubbio, infatti, che una offerta turistica siffatta, basata sull’eccezionale patrimonio naturale proprio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, sul patrimonio culturale (Paestum, Certosa di Padula, scavi di Velia, etc.), sulle splendide ed innumerevoli spiagge e cale costiere, sulla gastronomia tipica cilentana arricchita dalle specialità latine, sui servizi e sugli eventi ricreativi esaltati dai ritmi e colori latini, sia adatta ad incrociare una domanda esigente e di grande qualità in grado anche di destagionalizzarne il flusso oltre i tradizionali mesi estivi, creando le basi concrete per un vero sviluppo turistico dell’area.
Oggi un turista che acquista una vacanza si orienta sempre di più verso le località dotate di un rilevante patrimonio naturalistico e culturale inteso come attrattore principale, ma anche guardando con grande interesse alla tipicità dell’offerta meglio se integrata da occasioni di attività ricreative (eventi e manifestazioni) adeguate ad esaltare tale tipicità, e naturalmente da servizi di qualità. L’evento Parrandeando è concepito proprio come contenitore dei caratteri propri della tradizione cilentana integrata però dall’anima latina, un contenitore dove tali peculiarità evidenziano la loro integrazione in un connubbio che indubbiamente attrae il turista perchè non si trova una offerta siffatta in nessun altra località turistica nazionale.
Parrandeando quindi mette praticamente a sistema il notevole patrimonio naturalistico-culturale con le tradizioni cilentane e latine, attivando e rendendo noto al turista il collegamento tra due mondi così diversi ma così integrati in un’unica identità, tale da costituire una offerta veramente tipica in grado di sollecitare forte interesse nella domanda. E’ notorio infatti che in un sistema turistico caratterizzato da una offerta generale prevalentemente globalizzata e massificata, una tipicizzazione spinta di un offerta territoriale può essere la carta vincente per attrarre una domanda di qualità.
Come già accennato precedentemente il collegamento tra il mondo cilentano e latino appartiene alla storia, essendo praticamente frutto di due viaggi, uno di andata tra il Cilento ed il Sud America ed uno di ritorno tra il Sud America ed il Cilento. Il viaggio di andata tra il Cilento ed il Sud America è quello compiuto dalle popolazioni cilentane nei tre periodi di forte emigrazione, il primo tra il 1876 ed il 1914 quando in Argentina, Brasile e Venezuela si sono recati poco più di 3.300.000 di emigranti italiani, il secondo tra il 1916 ed il 1945 quando in soprattutto in Argentina, Venezuela e Stati Uniti si sono recati poco più di 1.900.000 di emigranti italiani, ed il terzo tra il 1946 ed il 1976 quando in Argentina e Venezuela si sono recati poco più di 950.000 di emigranti italiani.  Il viaggio di ritorno tra il Sud America ed il Cilento è quello dei rimpatri che hanno raggiunto il maggior tasso dal 1971 al 1976, quando hanno ricondotto nei luoghi natii le popolazioni la cui identità tradizionale è stata però pervasa dai caratteri latini acquisiti nei tanti anni trascorsi in Sud America, costituendosi un bagaglio unico di linguaggio, usi e costumi veramente originale, che ormai contraddistingue la tipicità dell’area cilentana ed in particolare di quella di Marina di Camerota.
Ma il collegamento tra i due mondi è stato esaltato anche da una rilevante specificità propria di Marina di Camerota, che è il Leone di Caprera.
Il Leone di Caprera è una goletta di 9 metri di lunghezza, di tre tonnellate di stazza, armata di due alberi, costruita nel 1879 a Montevideo in Uruguay, e rappresenta senza dubbio una tra le più antiche e importanti barche della marineria storica italiana. La sua storia spiega il perché rappresenta senza dubbio la maggiore emergenza del patrimonio culturale di Camerota costituendo nel contempo il collegamento tra il mondo latino e quello italiano. Fu così chiamata in onore di Giuseppe Garibaldi, ma a renderla famosa è stata proprio l’impresa navigatoria che l’ha vista protagonista: aver compiuto con tre uomini di equipaggio la traversata atlantica dall’Uruguay all’Italia nel 1880. La goletta venne costruita per iniziativa di Vincenzo Fondacaro, originario di Bagnara Calabra, di Orlando Grassoni di Ancona e di Pietro Troccoli di Marina di Camerota. I tre marinai salpano da Montevideo alla volta dell’amata Italia, ed avrebbero portato un album con le firme degli italiani emigrati in Sud America a Giuseppe Garibaldi il cui ricordo era ancora vivo presso la colonia italiana in Uruguay, paese nel quale il generale visse e combatté nel 1842. I tre marinai italiani mollarono gli ormeggi da Montevideo e per 100 giorni veleggiarono sull’Atlantico, e il 9 giugno 1881 fecero il loro ingresso nel porto di Livorno.
Il Leone è divenuto proprietà del Museo del Risorgimento e nel 1953 fu collocato a margine del Museo della scienza e della tecnica della città lombarda. Riscattato nel 1995 in comodato d’uso dal Comune di Camerota in ricordo di Pietro Troccoli con la volontà di un restauro, per anni è stato in allestimento museale in una grotta adiacente la spiaggia di Lentiscelle a Marina di Camerota, finché il Ministero dell’Ambiente ne ha finanziato il restauro. Lo scorso 9 giugno è stato finalmente presentato il varo museale. Questa storica imbarcazione appartiene quindi al patrimonio culturale di Camerota evidenziando ancora di più il collegamento con il mondo latino.
La manifestazione si articola in un caleidoscopio di attività ed eventi (convegni, incontri socio-culturali, mostre, rassegne, concerti) che meglio possono rendere evidente il collegamento della tradizione cilentana con l’anima latina.
Quindi innanzitutto cultura legata al patrimonio naturale ed ai fenomeni che l’hanno generato, ma anche musica, danza e gastronomia sono i contenuti specifici della manifestazione, che si pone sulla scena nazionale come un evento di riferimento unico per la sua tipicità, in grado di attrarre un target turistico nazionale ed internazionale di qualità, che trova nello splendido scenario di Marina di Camerota il luogo ideale per fruire delle eccezionali spiagge ma anche una sorta di Quartiere Latino del Cilento non riscontrabile in nessuna altra realtà del panorama turistico nazionale.
La manifestazione, in piena coerenza con la programmazione regionale, favorisce la promozione e qualificazione dell’immagine e dell’offerta turistica del Cilento sia sul mercato nazionale che sul mercato estero, mirando così ad incrementare arrivi e presenze turistiche ed a determinare la destagionalizzazione della domanda.
Se a ciò si aggiunge la possibilità di attivare forme di sinergia tra soggetti pubblici e privati per il miglioramento dell’offerta turistica mediante la creazione di appositi pacchetti ricettivi modellati anche in funzione della manifestazione, si possono cogliere i benefici apportabili sul territorio e sul sistema turistico locale.

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